Acqua pubblica, Belisario (Idv) critica Pd e PdL: giù le mani dai rubinetti

Giù le mani dai rubinetti. È questo il richiamo che sta rimbalzando di blog in blog, sulla rete nelle ultime settimane. E non è un caso. A mettere in allarme chi è sempre stato in prima linea sulla questione più comunemente nota come “privatizzazione dell’acqua”, sono gli emendamenti al pacchetto liberalizzazioni, presentati nei giorni scorsi al Senato. La discussione sul pacchetto Monti, nel suo iter di conversione in legge, è la ghiotta occasione per garantire ai grandi gruppi multinazionali dei servizi, veri giganti finanziari, l’apertura del mercato italiano dei beni comuni. La struttura della legge è complessa e il rischio è, che di rimando in rimando e giocando sul significato sfumato di determinate parole, all’interno del pacchetto si nascondano delle vere e proprie trappole. Spesso incostituzionali, considerando che su questo tema si è svolto un referendum popolare. Quei quasi 26 milioni di cittadini, che lo scorso mese di giugno, si erano espressi per l’abrogazione della privatizzazione dei servizi idrici locali, fa notare, allarmato, il capogruppo dei senatori Idv, Felice Belisario. A distanza di poco più di sei mesi, ed in barba agli esiti della consultazione, oggi il rischio è che si consumi, sottolinea Belisario, un vero e proprio assalto Bipartisan all’acqua pubblica, a causa delle proposte presentate da PdL e Pd. Ed è proprio al Partito Democratico, reo di aver cavalcato la vittoria senza aver raccolto nemmeno una firma, che l’esponente del Partito di Di Pietro riserva le critiche più pesanti. Chiarisca, ribadisce Belisario, se le proposte di emendamento sono a titolo personale oppure, in tal caso assumendosi tutte le responsabilità, se hanno un valore di indirizzo politico. Fatto sta che sulla questione il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, da sempre in prima linea, non intende abbassare la guardia. La mobilitazione popolare paga, fa sapere: il popolo dell’acqua ha infatti costretto il Governo a ritirare il provvedimento che vietava la gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico, come le aziende speciali. La mobilitazione però continua, ammonisce, per la piena attuazione del risultato referendario.

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