La Casa dei Giovani spegne venti candeline

Matera. Vent’anni al servizio di migliaia di giovani angosciati ed emarginati che con la droga  hanno tradito e rinnegato se stessi. Il 3 febbraio del 1992, dopo un’accurata ristrutturazione della masseria “Le rondinelle” nasceva  la Casa dei giovani per accogliere coloro che troppe volte si sono ritrovati faccia a faccia con la morte ma che erano alla ricerca di un’ancora di salvezza. “Accompagnare, condividere la sconfitta, organizzare la speranza e progettare, educare alla legalità ed al desiderio della felicità”, sono alcuni dei principi che animano il lavoro degli operatori – come ha sottolineato il direttore della comunità, don Salvatore Lo Bue – “non di certo leader carismatici, ma persone ricche di speranza che intraprendono un cammino di crescita con chi ha sbagliato”. Il lavoro svolto dalla Casa dei Giovani nelle rispettive sedi in Sicilia, Puglia e Basilicata ha messo in luce, in modo sempre più evidente, il ruolo fondamentale delle Comunità Terapeutiche e dei Centri di Accoglienza che negli anni hanno ampliato il loro campo d’azione. Hanno festeggiato oggi i venti anni di attività le autorità materane e di Bagheria, dove la comunità ha sede legale. Un anniversario importante caratterizzato da diversi momenti carichi di intensità perché inevitabilmente chi aiuta e segue i giovani ospiti della comunità  è innamorato della vita tanto da rendere credibile e seducente il sogno di un futuro migliore. E sono stati oltre 400 in venti di attività i ragazzi aiutati a uscire dalla schiavitu’ delle tossicodipendenze, grazie ai programmi promossi dagli operatori. I  ragazzi , in media 20 l’anno, seguono un programma biennale che punta su responsabilita’, nuovi stili di vita, lavoro e formazione. La Casa dei Giovani è il luogo dove in tanti si sono sentiti meno soli riuscendo a scampare dalle trappole e dalle paludi della vita mentre ora si godono la ritrovata serenità.