Cgil, Cisl e Uil lanciano la campagna "Mettiamo a posto le Poste"

Potenza. I cittadini lucani sono ormai esasperati per le estenuanti attese negli uffici postali, in particolar modo gli anziani costretti ad attendere il proprio turno di accesso agli sportelli per intere giornate, per non parlare dell’ultimo periodo che ha visto i patentati lucani costretti a file chilometriche per la card carburanti, prima per la consegna dei moduli poi per l’attivazione della carta stessa. Pertanto le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil con la campagna “Mettiamo a posto le Poste” lanciano un vero e proprio grido d’allarme a difesa dei cittadini sfiancati e sul piede di guerra. Deficit di organico, servizi a singhiozzo, uffici chiusi per ferie, disfunzioni continue che danneggiano gli utenti e gli stessi dipendenti sono i temi della mobilitazione per costringere Poste Italiane a porre rimedio ai disagi e a potenziare i servizi sul territorio. “Poste Italiane è un esempio tipico di privatizzazione fatta in fretta e male”, sostengono in un documento congiunto i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Basilicata, Alessandro Genovesi, Nino Falotico e Carmine Vaccaro. “ L’origine di questa situazione – spiegano i tre leader sindacali – sta nel fatto che a fronte di un’offerta sempre più articolata di prodotti e servizi, in particolare nel canale bancario e finanziario, il management di Poste Italiane non ha provveduto a potenziare in modo adeguato l’organico” . E mentre l’azienda preannuncia seimila assunzioni nel 2012 in tutta Italia con contratti a tempo determinato, di durata bimestrale o trimestrale, per Cgil, Cisl e Uil “ non basta certo il ricorso al lavoro precario e temporaneo per sopperire alle carenze strutturali di personale” . I tre esponenti sindacali, dunque, insieme alle associazioni dei consumatori e alle categorie dei lavoratori postali, chiedono a Poste Italiane di porre fine alla politica dei tagli indiscriminati, di ricalibrare le proprie attività in funzione delle reali esigenze degli utenti, di ripristinare, infine, un corretto quadro di relazioni sindacali nell’ambito del quale affrontare i nodi irrisolti in materia di premi di produttività e organizzazione del lavoro.