Doccia fredda per l’edilizia lucana. Con la crisi, persi 5mila posti di lavoro

Ancora una doccia fredda per l’economia lucana. Questa volta a lanciare segnali negativi è il settore delle costruzioni, messo in ginocchio dalla riduzione del fatturato, dalla perdita di posti di lavoro, dalla generale condizione di stallo delle opere pubbliche e del mercato immobiliare privato. Il quadro, non incoraggiante, è emerso nel corso degli Stati Generali delle Costruzioni, ed è stato riportato dalla Filca Cisl di Basilicata. Il suo segretario, Michele La Torre, non usa mezzi termini o giri di parole: il settore delle costruzioni, ribadisce, è in coma. E la situazione, se non si interviene con una decisa azione di rilancio, può solo peggiorare. Nel settore che da sempre traina l’intera economia regionale, rispetto al periodo pre-crisi, si sono persi almeno 5mila posti di lavoro, dei quali mille e cinquecento nella sola provincia di Matera, come conferma il coordinatore provinciale della Filca Cisl, Franco Pantone. Ancora più dei dati, colpisce, sottolinea Pantone, la mancata apertura di nuovi cantieri, proprio in questo periodo, fra gennaio e febbraio, che dovrebbe rappresentare, per la ciclicità del settore, il momento naturale di lancio. A livello occupazionale, inoltre, il dato sul numero dei posti di lavoro persi andrebbe poi ritoccato al rialzo, per tener conto della cosiddetta disoccupazione di ritorno, di quei lavoratori cioè costretti a rientrare, avendo trovato, anche fuori regione, una condizione decisamente critica. Se l’edilizia abitativa è ferma, non incoraggia nemmeno la situazione in cui versa il settore delle grandi opere. Su questo fronte, al momento infatti sono solo due i cantieri aperti: uno relativo al collegamento sulla Bradanica e l’altro per il completamento della 106. Complessivamente un centinaio le unità impiegate. Per il Sindacato, il rilancio dell’edilizia, che implica anche un impegno da parte delle ammininistrazioni locali nel campo della pianificazione urbanistica, rappresenta una scelta irrinunciabile. Dal settore delle costruzioni dipende non solo l’indotto ma l’intera economia regionale. Se va male l’edilizia, a soffrirne è tutto il sistema.

 

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