Ferrosud e futuro incerto

L'ingresso dello stabilimento Ferrosud

Arriva un’altra temporanea boccata d’ossigeno per i dipendenti dello stabilimento Ferrosud di Matera. Ieri, a Roma, al Ministero del Lavoro, è stato firmato il verbale di accordo per la proroga della cassa integrazione in deroga per 39 dei 126 lavoratori in organico, impegnati nella produzione di materiale rotabile. Saranno coperti fino al prossimo 29 ottobre, ma l’intesa prevede anche una finestra per la collocazione in mobilità volontaria di 15 addetti. E dopo? Di certo non si potrà attendere inermi che arrivi quella data, visto che è ormai evidente il fatto che per salvare dalla chiusura definitiva lo stabilimento di Jesce, su cui pende anche una pre-procedura di fallimento avviata dall’imprenditore toscano Pietro Mancini, che sulla carta ne è proprietario, è necessario uno scatto di reni che deve coinvolgere necessariamente le istituzioni locali. Una richiesta che arriva dai sindacati metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil, anche per salvaguardare la commessa di Trenitalia sui cui al momento si lavora nello stabilimento materano. Una quarantina di carrozze che però, come già paventato nei giorni scorsi, rischiano di non arrivare a destinazione, perché il blocco della linea ferroviaria statale Rocchetta Sant’Antonio-Gioia del Colle, su cui s’innesta il binario aziendale, impedirebbe alla Ferrosud di ricevere e consegnare le commesse. Giuseppe Giannella, segretario della Fiom-Cgil materana, questa mattina al telefono ci ha spiegato che per evitare che il tracciato ferroviario in questione diventi un binario morto la Regione Puglia e la Provincia di Bari si stanno adoperando molto di più rispetto agli omologhi lucani. Nonostante la Rocchetta-Gioia attraversi anche tutto il Nord-Potentino, la Regione Basilicata, insomma, tace. Un altro punto su cui battere – ha aggiunto Giannella in conclusione – è quello di lavorare in modo deciso e veloce sul concordato preventivo, la  procedura concorsuale attraverso la quale Mancini sta cercando un accordo con i suoi creditori per non essere dichiarato fallito o comunque per cercare di superare la crisi in cui versa l’impresa. Tale procedura, però, al tempo stesso impedisce all’azienda di partecipare a bandi e gare. Per questo, ora la speranza è soltanto quella di ottenere solo sub-appalti. Di qui l’appello di Giannella ai funzionari del Tribunale di Matera.

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