Flc-Cgil ancora pro-rinvio del dimensionamento scolastico al prossimo anno

MATERA – Dimensionamento scolastico, ultimo atto. Domani il Consiglio provinciale di Matera dovrà prendere una decisione definitiva in merito alla riorganizzazione della scuola secondo i criteri dell’autonomia ma con modalità che Flc-Cgil, tramite il suo segretario territoriale, Eustachio Nicoletti, si augura siano quelle discusse e condivise in un’apposita Conferenza a cui, oltre ai vertici dell’ente di via Ridola, hanno preso parte i sindaci e i dirigenti scolastici del Materano, sindacati di categoria, Ufficio e Consiglio scolastico provinciali. Anche in quel tavolo, coerentemente alla posizione espressa a livello nazionale e in ogni altra sede, il sindacato della conoscenza di Cgil aveva chiesto di rinviare il dimensionamento al prossimo anno, quando saranno definite più chiaramente le regole a seguito dell’esito del ricorso alla Corte Costituzionale da parte di sette regioni, tra cui la Basilicata, oltre che del confronto ancora in corso tra la Conferenza delle Regioni e lo Stato e, non ultimo, a fronte dei provvedimenti che il MIUR dovrà prendere conseguenti alla Legge di Stabilità del 2011. Così, però, prende coscienza Nicoletti, non è stato e gli Enti Locali hanno ritenuto di dover procedere comunque – assumendosene le responsabilità – all’aggregazione delle scuole del primo ciclo in istituti comprensivi. L’auspicio, ora, è che la proposta che giungerà in consiglio, spiega Nicoletti, venga emendata il meno possibile, visto che perlomeno si adegua, in quanto discussa e già approvata dalle parti sociali e competenti, al principio della continuità didattica ed educativa che il concetto di dimensionamento ha finito spesso col snaturare. I consiglieri provinciali, insomma, secondo il segretario materano della Flc-Cgil, dovrebbero modificare la proposta portata alla loro attenzione soltanto in caso di un errore macroscopico o di un’alternativa valida; in caso contrario, conclude, “saremmo di fronte a quella politica a cui il cittadino non crede più. La scuola non può essere sacrificata alle logiche di priorità della politica che molto spesso si traducono in potenza della politica”.

 

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