Nei primi 9 mesi del 2011 cessate in Basilicata 217 imprese commerciali

Un negozio di abbigliamento

POTENZA – Qualche giorno fa il campanello d’allarme l’aveva suonato Confesercenti Matera: il commercio in Basilicata è in pericolo. Ora l’affermazione è ulteriormente confermata dai dati di Movimprese-Unioncamere, relativi alle cessazioni di imprese commerciali sul territorio regionale. Nel terzo trimestre del 2011 queste erano 217, di cui 147 esercizi di commercio al dettaglio. E così a non essere tranquillo è anche il presidente di Confesercenti Potenza, Prospero Cassino, il quale, pur riconoscendo la necessità che il Governo si adoperi per la lotta all’evasione, invoca cautela affinché non ci si lanci in una crociata contro tutte le piccole e medie imprese come è accaduto recentemente a Cortina. Confesercenti Potenza, infatti, è convinta che le pmi collaborino attivamente con il fisco, un dato dimostrato anche dagli studi di settore, dai quali risulta che il 75 per cento delle imprese è congruo. “Occorre quindi muoversi con cautela – sostiene il presidente Cassino – e soprattutto Equitalia deve impegnarsi a rimediare agli eventuali errori commessi con velocità, specialmente quando questi colpiscono persone e imprese in difficoltà economica”. Solo in Basilicata la media di imprese commerciali che chiudono i battenti è di oltre 200 l’anno, con quasi 900 ditte che in quattro anni hanno abbassato la saracinesca. Un dato che al momento nei due capoluoghi e nei centri medio-grandi è attenuato dal turn-over di negozi, nel senso che a distanza di poco tempo per ogni due esercizi che chiudono se ne apre uno nuovo e di genere merceologico quasi sempre differente al precedente. “Il comparto commerciale – conclude il presidente di Confesercenti Potenza – è una sorta di ultima speranza per tanti, specie giovani, prima di gettare la spugna ed andare via dal paese di origine”.

 

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