Ddl promozione sistemi produttivi, il NO dei Distretti

MATERA – Il disegno di legge per la promozione dei sistemi produttivi locali, così com’è, va bocciato. È un giudizio senza appello quello espresso questa mattina dai presidenti del Distretto del Mobile Imbottito di Matera e del Distretto Agroalimentare di Qualità del Metapontino, Tito Di Maggio e Salvatore Martelli, nel corso di una conferenza stampa convocata ad hoc. Fin dal precedente mandato, ha ribadito Di Maggio, abbiamo espresso remore e riserve sulla legge del gennaio del 2001, che istituiva i distretti. Di quella impalcatura normativa, ha sottolineato, forti critiche erano state sollevate, in particolare, in realzione all’assenza della personalità giuridica dei distretti, che avrebbe, tra l’altro, implicato l’impossibilità di partecipare ai bandi europei, e non solo. Dal 2007, ha ricordato ancora Di Maggio, il dipartimento attività produttive, anche sulla scorta delle critiche e delle proposte sollevate, ne ha avviato l’iter di modifica, attraverso l’istituzione di un Gruppo di Lavoro. Il risultato finale di questi lavori, ha rincarato, poggia su una impalcatura normativa che va assolutamente in controtendenza rispetto alle modalità di impostazione di una corretta politica di rilancio industriale. Le riforme prospettate dal ddl, che è stato presentato in Giunta dall’assessore Restaino e che ora andrà in commissione, conferisce alla politica un ruolo preponderante all’interno dei distretti, con la presenza di Comuni e Camere di Commercio all’interno dei Comitati. Bene avrebbe fatto invece Restaiono, ha ribadito Di Maggio, a lasciarsi ispirare dagli inviti lanciati, nelle settimane scorse, da Mario Monti: la politica faccia cioè un passo indietro. Che Regione è, ha chiesto e si è chiesto ancora Di Maggio, quella che non ha a disposizione 180mila euro all’anno, 30mila per ognuno dei suoi sei distretti? I distretti, ha ribadito Martelli, non possono essere configurati come una società in house della Regione ma dovrebbero avere una loro struttura economica ed organizzativa.

 

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