Piano integrato della mobilità: per Matera uno strumento urgente

MATERA – Quattro sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Cisal) contro quelle associazioni e quei consiglieri comunali che nei giorni scorsi hanno fatto sentire tutta la loro contrarietà nei confronti del prolungamento della tratta ferroviaria urbana delle Fal, dalla stazione di Matera Sud in direzione dell’ospedale Madonna delle Grazie. I responsabili delle quattro sigle sindacali, Andrulli, Ronca, Tamburrino e Di Cecca, lo dicono senza riserve: il trasporto pubblico in città, così come è costretto a esercitare il servizio di competenza, vive in determinate ore della giornate situazioni di estrema difficoltà: tra via Dante, piazza Moro, piazza della Visitazione e via Moro, quasi un collasso quotidiano, soprattutto tra le 7 e le 9,30 e le 12,30 e le 15. Di qui la necessità – dicono gli esponenti sindacali – che Matera disponga quanto prima di un piano urbano integrato della mobilità che deve abbracciare tutti i quartieri. In quest’ottica – aggiungono gli interessati – la prosecuzione della minimetropolitana diventa una soluzione strategica. Non solo, perchè Cgil, Cisl, Uil e Cisal sottolineano che è del tutto strumentale, così come fanno le associazioni interessate ed i consiglieri comunali frondisti, pensare di affrontare analiticamente costi e benefici del prolungamento della tratta urbana ferroviaria, adducendo in modo impreciso dati tecnici relativi alla frequenza delle corse e ai ricavi da bigliettazione ed utilizzando questi soli parametri per dedurne l’analisi economica-finanziaria e la valutazione dei costi-benefici. Oltre alle ricadute economiche e culturali – rilevano i sindacalisti – è necesario valutare anche quelle sulle salute dei cittadini e sull’impatto ambientale. Dunque, bocciatura totale del categorico rifiuto avanzato dalle associazioni e dai consiglieri. Matera – aggiungono – per migliorarsi ha bisogno di ripensarsi e rigenerarsi sotto molteplici punti di vista, in particolare con l’efficientamento degli spazi e dei servizi, nella gestione del traffico e nel riutilizzo delle aree dismesse, tra cui anche quelle ferroviarie.