Monito di “Terre Joniche” al nuovo Governo: fate presto

Fate presto. Un monito che abbiamo spesso sentito riecheggiare in questi giorni. Destinatario, finora, è stato il Governo Berlusconi, ormai dimissionario. Ora toccherà al nuovo, il Governo dei tecnici e delle larghe intese. Infuriano i venti della guerra finanziaria ma sul campo rimangono anche le emergenze legate al nubifragio, che lo scorso mese di marzo funestò la costa jonica. Per questo Gianni Fabris, dopo l’assemblea di questa mattina al Presidio del Comitato Terre Joniche, alle tavole Palatine, torna a sollecitare l’esecutivo nazionale, quale che sia, dopo la più breve crisi della storia repubblicana. Gli atti richiedono, ribadisce il portavoce del Comitato, solo dei passaggi tecnici, dopo che la Regione Puglia ha stanziato un milione e mezzo di euro, la scorsa settimana, e dopo che la Basilicata (che ha già messo a disposizione 7,5 milioni), ha visto confermati anche i 7milioni nazionali. Non si escludono altre iniziative, sottolinea Frabris. Già martedì potrebbe essere messa in atto inatti una nuova mobilitazione, al grido di: “Avete risolto la vostra crisi, ora risolvete la nostra”. E non è difficile immaginare che si potrebbe ricorrere, ancora una volta, al blocco della Statale 106 Jonica. L’alluvione tour di qualche giorno fa, ha ribadito Fabris, è stato un importante passaggio per permettere, a giornalisti e cittadini, di conoscere il rischioa cui rimane drammaticamente esposto il territorio a confine tra Puglia e Basilicata. Al nuovo Governo, ha concluso Fabris, chiediamo quindi che sia fatto ciò che per ben nove mesi non è stato fatto dal precedente.

 

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