Non arriva la firma presidenziale dell’ordinanza per le terre joniche

Vito De Filippo, incontrando alcuni rappresentanti lucani del comitato Terre Joniche, aveva ipotizzato che la giornata odierna sarebbe stata quella della tanto attesa firma presidenziale, nell’ambito della riunione del Consiglio dei Ministri, dell’ordinanza governativa utile a sbloccare i sette milioni di euro stanziati per i danni provocati nel Metapontino dall’alluvione del marzo scorso. Non è certamente colpa del Presidente della Regione, però, se questo anche oggi non è accaduto. Forse le ragioni sono da cercare in un esecutivo che si sta disintegrando dall’interno e sta cercando di posticipare quanto più possibile la data del suo reset, ma che comunque, come mostrato nel caso triste della Liguria e della Toscana la scorsa settimana, se vuole può tamponare le emergenze con reattività quasi istantanea. E così il Comitato, al confine tra Puglia e Basilicata, continua a presidiare e a bloccare, a tratti, la statale 106 jonica. Rassicuranti, ovviamente, sono i toni utilizzati dai parlamentari lucani del PDL; il senatore Latronico, in una nota, ha detto di aver “sentito nuovamente il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Letta”, che gli ha assicurato “che lo sblocco dell’ordinanza è prossimo e che il provvedimento riguarderebbe anche i territori pugliesi colpiti”. Un messaggio che Letta aveva già dato ai lucani omologhi di partito la scorsa settimana ma che Latronico ha voluto comunque girare, come da lui stesso annunciato, “all’assessore regionale lucano alle Infrastrutture, Gentile; al prefetto di Matera, Monteleone, e ai rappresentanti del comitato Terre Joniche”. Nulla di nuovo, insomma, se non il fatto che, per la prima volta in tutti questi mesi, anche la Regione Puglia ha annunciato che parteciperà all’emergenza con un milione e mezzo di euro. Sette milioni e mezzo, invece, sono gli euro stanziati in Basilicata dalla Regione.

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