Servono misure strutturali e urgenti per il rilancio del Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto

La sede di Matera del Consorzio

MATERA – Resta critica la situazione del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto, i sindacati sono preoccupati e chiedono alla Regione Basilicata, misure strutturali e urgenti per rilanciare l’ente, a partire dal personale avventizio da stabilizzare. Un riordino della struttura regionale con una legge ad-hoc, d’altronde, è atteso da almeno due anni inutilmente. Le  segreterie aziendali di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Filbi-Uil, pertanto, ieri sono tornate a segnalare nuovamente la situazione in una nota, denunciando soprattutto la la paralisi gestionale che attanaglia l’ente. Il Consorzio di Bonifica, infatti, è privo del direttore generale ormai da anni e attualmente tutti i servizi sono affidati alla reggenza ad interim di un solo dirigente; molti uffici spesso sono chiusi, con conseguente disservizio per l’utenza, il personale, già ridotto al lumicino, è abbandonato a se stesso e l’attuale gestione, in capo al presidente Angelo Carriero, rincarano i sindacati, assume sembianze “padronali”, con puntuale disattesa degli obblighi contrattuali, corresponsioni mensili in testa. La debitoria dell’ente, infine, ammonta ormai a circa 15 milioni di euro e senza un piano di rientro plausibile il Consorzio non può che avviarsi al fallimento. Questa situazione, insomma, genera stagnazione: non si può programmare, progettare e accedere a finanziamenti pur possibili, visti ad esempio i 12 milioni di euro tornati indietro all’UE lo scorso anno, per svecchiare le strutture consortili. Ma verso tale situazione, concludono i sindacati, c’è indifferenza totale, al punto che viene da pensare che ci sia una “regia occulta” atta a svuotare l’ente. I 170 lavoratori del Consorzio, però, fanno sapere che lotteranno con tutte le loro forze e non si arrenderanno mai e l’8 novembre prossimo si incontreranno in un’assemblea generale.

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