Mastrosimone: “in crescita il numero di filmaker, attori e tecnici”

Rosa Mastrosimone

Furia francese e ritirata spagnola. Quando si parla di film commission in Basilicata questo detto viene subito in mente. Tutti parlano, si abbandonano a dichiarazioni pubbliche sull’utilità di uno strumento istituzionale come questo per favorire uno sviluppo organico del settore audiovisivo sul territorio lucano, sia in termini di appetibilità esterna che di maestranze locali, ma alla fine, come si dice da queste parti, si quaglia poco. Sabato, intanto, l’assessore regionale alla Formazione, Lavoro, Cultura e Sport, Rosa Mastrosimone, intervenendo a un dibattito sulla Film Commission svoltosi a Bella, che ha messo a confronto le esperienze della Puglia e dell’Emilia Romagna, ha detto: “la Regione sostiene con convinzione tutte le iniziative volte a valorizzare la nostra terra, come il cinema e l’audiovisivo, nella consapevolezza che è giunto il momento di lavorare per trovare le soluzioni migliori”. Ma, viene spontaneo chiedersi, quanto tempo ancora ci vorrà per individuare formule possibili per una film commission tutta lucana quando tra l’altro casi virtuosi cui ispirarsi ce ne sono eccome? L’assessore ha definito il dibattito che si registra, soprattutto a mezzo stampa, sul tema, “vivo”, animato da addetti del settore, registi, attori, sceneggiatori, maestranze varie che operano per produrre occasioni valide di visibilità della Basilicata e delle produzioni e coproduzioni lucane. Il problema è che si resta al dibattito, sempre più coltivato dagli addetti ai lavori e sempre meno dai politici e dai rappresentanti istituzionali del territorio, e che quest’ultimo è l’ultima cosa che rischia di rimanere viva. Si sa, ormai, e lo sa anche la Mastrosimone, avendolo riassunto a Bella, qual’è la funzione e il valore di una film commission. Lei ha detto, dopo aver spiegato che tale strumento diventa importante per dare valore al settore locale e per attirare produzioni esterne, che “il cinema va percepito come pertinenza sociale ed economica, legata alle prospettive di sviluppo del settore, altrimenti creeremmo una cattedrale nel deserto, che difficilmente sarà in grado di interpretare al meglio le immense aspettative che in essa riponiamo”. Parole giuste che, c’è da augurarsi, una volta per tutte, anche con una proattività maggiore da parte dell’assessore, non restino tali.

 

 

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