Lavoro, in calo gli incidenti. L’Anmil avverte: dato da prendere con cautela

MATERA – “No” alla riduzione degli investimenti nel campo della prevenzione e sicurezza sul lavoro. “Si” alla lotta alla piaga del lavoro nero, al quale si accompagnano fenomeni di sfruttamento. Il monito, questa volta, viene direttamente dal Capo dello Stato, che con un messaggio rivolto all’Anmil, nella 61esima giornata nazionale per le vittime di incidenti sul lavoro, ha voluto far sentire la sua vicinanza a chi vive o ha vissuto sulla propria pelle, le conseguenze di un vero e proprio dramma nazionale. Le parole di Napolitano, ricordate questa mattina anche a Matera, le immagini si riferiscono all’incontro che si è tenuto nella sede della Caritas, cui hanno preso parte autorità e rappresentanti dell’associazione, tornano dunque a sottolineare l’importanza della sicurezza, a pochi giorni dall’ultima tragedia, in ordine di tempo, a Barletta, in cui cinque donne sono morte per il crollo di una palazzina, sul laboratorio tessile in cui lavoravano, in nero. I dati diffusi dall’Anmil, sulla base di quelli forniti dall’Inail, indicano che ogni giorno tre persone muoiono sul lavoro. Nel 2010 gli incidenti complessivamente sono stati oltre 775mila, di cui 980 mortali. A livello locale, il settore agricolo continua a confermarsi quello più a rischio, come ha ribadito il Presidente Provinciale dell’Anmil, Mario Iannuzziello. Su scala nazionale, le cifre relative all’anno scorso confermano un trend di calo degli incidenti mortali. Ma il dato va letto con cautela e contestualizzato. A fronte del calo occupazionale si riducono infatti anche le ore lavorate. Risultano inoltre in calo gli infortuni cosiddetti “in itinere” ma si assiste ad un aumento preoccupante dei decessi nel settore dei trasporti, nel lavoro femminile e nella fascia di età compresa tra i 50 e i 64 anni.

 

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