Edilizia residenziale pubblica: Confapi chiede lo sblocco dei cantieri per rilanciare l’economia

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L’edilizia in Basilicata resta un settore trainante ma comunque in crisi. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, i volumi di attività hanno registrato un’ulteriore contrazione, con una perdita di circa 5 mila posti di lavoro. Sono dati forniti ieri dai segretari territoriali dei sindacati di categoria, Angelo Vaccaro di Fillea-Cgil, Michele Latorre di Filca-Cisl e Domenico Palma di Feneal-Uil, che hanno inviato al presidente della Regione, Vito De Filippo, e all’assessore alle infrastrutture, Rosa Gentile, un documento in cui chiedono “la ripresa di un confronto” e la costituzione di “un Osservatorio regionale per l’edilizia e per le opere pubbliche”. Intanto, per far fronte al problema, le associazioni imprenditoriali fanno mente locale su quanto è possibile sbloccare per tamponare l’emergenza. Il presidente della Sezione Edili dell’Aniem-Confapi di Matera, Michele Molinari, ad esempio, pone la questione dell’avvio dei programmi di edilizia residenziale pubblica dell’Ater e dei Comuni, 324 alloggi, pari a 24 milioni di euro di risorse regionali già stanziate e che rischiano di essere revocate, fermi sia nel capoluogo che in altri centri della provincia o a causa della mancata disponibilità di aree edificabili o per eccessive lungaggini amministrative. Molinari spiega che il particolare momento negativo che sta vivendo la comunità locale, sia per la crisi delle attività economiche, sia per il conseguente crollo del reddito di molti cittadini espulsi dal ciclo produttivo o collocati in cassa integrazione, può essere almeno in parte contrastato sfruttando le caratteristiche di anticiclicità dell’edilizia che però si sta reggendo su lavori di modesta entità, con un’emorragia di operai e imprese molto preoccupante. In questo quadro desolante l’edilizia residenziale pubblica può rappresentare una valvola di sfogo per il settore e il volano di una ripresa sia pur parziale. Ecco perché il presidente degli Edili di Confapi ha inviato una nota ai sindaci dei Comuni interessati per conoscere il motivo di tali ritardi e i tempi previsti per la soluzione delle questioni.

 

 

 

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