Vertenza Agrobios. A rischio occupazione, ricerca e formazione

BERNALDA – Vertenza Agrobios. Rimangono in stato di agitazione i lavoratori del centro di ricerca, dopo che per loro, lunedì scorso, è scattata la cassa integrazione. Quella che si sta consumando è quindi l’ennesima emergenza occupazionale del territorio con l’aggravante, in questo caso, che a risentirne saranno anche i settori della ricerca e della formazione. Questa mattina una nostra troupe è stata all’interno dei locali dell’imponente struttura, in gran parte occupata da laboratori altamente specializzati e da serre, poste all’esterno. La dottoressa Filomena Carriero, ricercatrice Agrobios, ha illustrato, in particolare, quelle che quotidianamente sono le attività del laboratorio di biologia molecolare, nel quale vengono realizzati studi e verifiche sul Dna. I risultati di tali attività, nello specifico, consentono di intervenire e selezionare i caratteri delle piante che maggiormente interessano in fase sperimentale. Le attività di Agrobios, hanno evidenziato altri ricercatori, attualmente in cassa integrazione, riguardano, in generale, il mondo delle tecnologie del verde. Anche all’occhio del visitatore più distratto non sfugge quindi l’alto livello di specializzazione delle attività svolte, che hanno anche consentito negli anni di impegnare studenti provenienti dalle Università, in fase di redazione delle loro tesi di laurea. La crisi, in questo caso, si declina quindi almeno secondo tre coordinate: l’occupazione, la ricerca e la formazione. Ma per il momento le richieste dei 53 lavoratori, attualmente in cassa integrazione, rimangono inascoltate. Chiediamo, ha ribadito la dottoressa Maria Gallitelli, ricercatrice Agrobios, la revoca immediata del provvedimento di mobilità ma anche il mantenimento del livello occupazionale. Alla Regione Basilicata, che di fatto è il proprietario di Agrobios, si sollecita, ha concluso, la convocazione di un tavolo tecnico-sindacale, per individuare le strategie risolutive necessarie.

 

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