Gli editori nemici della libertà di stampa

MATERA – Fin dove può spingersi il diritto-dovere di informazione. I limiti ed i confini del mestiere anzi della missione del giornalista. Di una cosa è convinto il presidente nazionale dell’ordine, Enzo Iacopino, che ha preso parte ieri a Matera all’incontro sul tema “La libertà di informazione e di critica”. Occorre ragionare di più sui doveri che ci vengono dalla Costituzione. Il mondo dell’informazione, ha osservato, è innegabilmente oggetto di aggressione. Ed è spesso sotto sistematico attacco da parte del mondo politico, che a sua volta si sente incalzato dal lavoro dei giornalisti. Ma in questo gioco delle parti, anche il giornalista, ha ribadito Iacopino, deve ragionare un po’ più sui doveri che derivano dalla Costituzione. Libertà di stampa e democrazia, dunque, binomio inscindibile, ma in un contesto in cui ognuna delle parti in causa sia davvero consapevole del proprio ruolo. In tema di intercettazioni, ha ribadito Iacopino nel corso dei lavori di ieri, occorre non limitarsi ad essere una buca delle lettere. Un semplice intermediario che riporta lo sbobinato delle intercettazioni, in maniera acritica. L’effetto di questo modo di fare, ha rincarato, è quello di coinvolgere persone estranee alle indagini. Così facendo non si giova né alla verità né al diritto dei cittadini di avere le informazioni. Ma fra i primi nemici della libertà di stampa Iacopino inserisce gli stessi editori.

 

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