Libertà di stampa e democrazia, binomio inscindibile

MATERA – Fin dove può spingersi il diritto-dovere di informazione. I limiti ed i confini del mestiere anzi della missione del giornalista. Se ne è discusso questa mattina, a Matera, nel corso dell’incontro sul tema “La libertà di informazione e di critica”, al quale hanno preso parte il presidente nazionale dell’ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, il presidente dell’ordine dei giornalisti di Basilicata, Mimmo Sammartino e poi ancora Giacomo Amadori, giornalista di “Panorama” e l’avvocato Leonardo Pinto. Una discussione laica, come l’ha definita la moderatrice, Margherita De Francesco, che ha preso in esame la sentenza numero 16236 della Corte di Cassazione, che in sintesi definisce i confini del giornalismo di inchiesta. Il giornalismo di inchiesta una trappola? Sicuramente non per la corte di Cassazione, che anzi considera il giornalismo di inchiesta la forma più alta di giornalismo. I suoi limiti non possono essere né le buone maniere né una distorta e pretesa convivenza coi poteri. Di per sé, dunque, l’organo di informazione è un anello di congiunzione fra il fatto e la collettività. L’intero Paese, ha osservato, Sammartino, non vive giorni felicissimi sul fronte della libertà di informazione. E la minaccia delle leggi bavaglio è un problema che si ripercuote anche sul sistema informativo lucano, a sua volta inserito in un contesto socio-economico caratterizzato da oggettive fragilità. La rivendicazione della libertà di informazione, ha rincarato, resta sempre e comunque uno spazio non negoziabile. Anche se, e qui entra in gioco il ruolo del giornalista, la radicalità del contenuto, non deve richiamare al “grido”. Il giornalista paladino della verità? Il giornalista, risponde Amadori, che ammette di aver violato diverse volte il segreto investigativo e di non pentirsene, rincorre per evidenti questioni di mercato e di professionalità la notizia e lo scoop. Ma il diritto di cronaca viene sopra di tutto ed è miope e parziale chi se la prende con i cronisti, senza prendere atto che le molte procure sono di fatto delle groviere. Nel corso dei lavori, è stato inloltre presentato il settimanale regionale “L’indipendente lucano”, che uscirà ogni sabato a partire dal 24 settembre. Una testata, il numero zero in uscita proprio oggi, che nasce, come è stato osservato questa mattina, dall’esigenza di una fonte di informazione veramente libera.

 

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