A Ferrandina le bande da giro, a Matera solo note stonate

Matera. A Ferrandina suonano le bande da giro che in serata concludono il loro raduno. Nel centro della Valbasento si fa festa a suon di buona musica. Anche a Matera, trenta chilometri di distanza, sono arrivati gli echi della manifestazione che nulla, però, hanno a che fare con le sinfonie suonate dagli otto complessi bandistici in competizione che chiuderanno la manifestazione con un maxiconcerto: in piazza 150 strumentisti. Nella città dei Sassi, mentre a Ferrandina si suona a tutto spiano, sono esplose le polemiche per quei 10 mila euro che, stando a quanto riferito dalle stesso sindaco del comune basentano, Saverio D’Amelio, sarebbero stati devoluti dall’amministrazione comunale materana. Bagarre totale, una valanga di proteste. A prendersela sono soprattutto i giovani materani che, dopo aver fatto i conti con le modeste attribuzioni economiche assegnate alla città dei Sassi per eventi culturali di varia natura, se la prendono con il sindaco Salvatore Adduce che da buon ferrandinese – dicono in molti – avrebbe gratificato il paese natio con un sostanzioso contributo dimenticando quello che guida da amministratore, oltretutto in un momento di ristrettezze economiche che vengono sottolineate ogni qualvolta c’è da ipotizzare un intervento economico per assicurare a Matera un cartellone di eventi che ne sostenga il turismo. Tutto vero: basta tornare indietro con la memoria ai mesi di luglio ed agosto per rendersi conto del vuoto di iniziative di intrattenimenti serali. Ma la querelle non investe solo il rapporto Matera-Ferrandina. Infatti, nel calderone delle polemiche è finito ben altro: per esempio che con quei 10 mila euro si poteva ripulire alla perfezione la pineta di Serra Venerdì o che quella cifra poteva essere destinata al rifacimento dei marciapiedi di mezza città. Per non sottolineare un’altra osservazione: la pista ciclabile di viale Europa, costata 260 mila euro, trasformata nella giornata di ieri in un parcheggio per auto. Altro commento: a Ferrandina le bande da giro, a Matera la banda bassotti. Per concludere: un’operazione a dire poco infelice. Una stecca che meriterebbe un ripensamento e delle scuse, non l’imbarazzante silenzio che avvolge la vicenda in una città che si sente un’altra volta tradita.

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