Feste laiche a rischio. La Cgil annuncia battaglia e avvia petizione

MATERA – Addio alle feste laiche. Con la manovra finanziaria 2011 il Governo vuole eliminare le festività del 25 aprile, del primo maggio e del 2 giugno. La soluzione consisterebbe nel rinviarle alla domenica successiva. E le conseguenze, per i detrattori del provvedimento, sarebbero incalcolabili, per l’assenza dei ponti per i lavoratori e per le scuole, i danni al turismo italiano, che poggia anche sui ponti, che a loro volta rappresentano un momento di grandi afflussi nelle città d’arte e nei luoghi di interesse culturale. Il provvedimento non piace alla Cgil, che annuncia battaglia e che già ieri, a Matera, nella centralissima Piazza Vittorio Veneto, ha raccolto le firme contro l’iniziativa di soppressione. Secondo il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, questo provvedimento aumenterebbe i giorni lavorativi e quindi il prodotto interno lordo. Per il Sindacato, invece, una discussione sui “tagli sostenibili” che infila fra la mancata riduzione degli sprechi della politica e le mancate misure contro gli evasori anche lo spostamento di festività, che fondano la nostra identità collettiva, lascia letteralmente senza parole. Semmai, fanno sapere dal Sindacato, è proprio la drammatica emergenza che viviamo, l’infuriare di venti che possono essere devastanti, a imporre il mantenimento e il rafforzamento di riferimenti solidi e di bussole decisive. A non rischiare, sono le festività religiose, per le quali esiste un preciso accordo con il Vaticano, sul quale sarebbe difficile intervenire. Ma è proprio in quelle tre festività laiche che si concentrano significati e valori, legati a doppio taglio all’identità nazionale, dalla conquista della libertà dal nazi-fascismo, al lavoro, alla natura costitutiva del Paese. Aderire alla petizione lanciata dalla Cgil è possibile utilizzando l’apposito spazio nel sito del Sindacato, all’indirizzo www.cgil.it , o direttamente presso le Camere del Lavoro.

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