Coldiretti denuncia speculazioni ai danni degli agricoltori materani

Un banco di ortofrutta

Non c’è pace per il settore agricolo materano. Se nel Metapontino si resta, se pure civilmente e pacificamente, sul piede di guerra per la mancanza di indennizzi e sostegni governativi per i danni provocati dall’alluvione del primo marzo, anche chi è territorialmente collocato fuori da quelle zone, è costretto a fare i conti con problemi di natura economica. In particolare, ieri il presidente della Coldiretti di Basilicata, Piergiorgio Quarto, ha espressamente affermato che i produttori ortofrutticoli della provincia di Matera “sono costretti a svendere nettarine, pesche, angurie e altra frutta di stagione a causa della speculazione sui prezzi alimentata dall’onda sul presunto calo delle vendite sui mercati, procurata dall’effetto del batterio Escherichia coli e da azioni speculative della grande distribuzione”. Quarto ha aggiunto di aver effettuato una rilevazione tra i produttori, “costretti a svendere i prodotti tra i 20 e i 40 centesimi di euro al chilogrammo, mentre i consumatori sono costretti ad acquistare sui mercati a 1.40-1,60 euro al chilo”. Ciò per Coldiretti equivale a vendere sottocosto, senza nemmeno poter coprire le spese. L’associazione di categoria, pertanto, ora sta preparando un lavoro minuzioso per denunciare ancora una volta gli effetti negativi procurati da queste speculazioni su prezzi e mercati, a danno dei produttori e dei consumatori.

 

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