Rimozione dell’amianto dalle abitazioni, i limiti dei provvedimenti comunali

Alcune delle case in questione

MATERA – I provvedimenti adottati dal sindaco di Matera in merito alla rimozione dell’eternit dalle abitazioni, se dimostrano che qualcosa comincia a muoversi per fronteggiare un minaccia per la salute pubblica grave ma sottovalutata, evidenziano comunque limiti e carenze pesanti sul piano della completezza, dell’efficacia e dell’efficienza, che connotano gli interventi delle istituzioni pubbliche al riguardo. A scriverlo, in una nota, sono i rappresentanti locali delle associazioni Aiea Vba, Diritti di Cittadinanza, Sunia, Federconsumatori, Assocasa e Apu, facendo riferimento anche al comune di Pisticci e a provvedimenti analoghi presi del primo cittadino. Adduce, il 17 giugno scorso, a seguito di una nota del Dipartimento Prevenzione dell’Asm, attivatosi nel novembre 2010 su segnalazione di una cittadina, ha emanato un’ordinanza per la bonifica dell’amianto presente in numerose abitazioni delle vie Loperfido, Petruccelli della Gattina, Cardone, Sturzo e Novello, risalenti quasi tutte agli anni ’50, dando 30 giorni di tempo per la rimozione ai proprietari, Ater ed altri 84 privati, ricordando la severità delle sanzioni previste per gli inadempienti e invitando gli interessati a attivarsi per eventuali ricorsi al TAR e/o al Capo dello Stato. Ed è su questa ordinanza che le associazioni hanno riserve, in quanto il riferimento normativo che è alla base della stessa riguarderebbe le imprese e non i singoli cittadini, che si sono trovati caricati degli oneri di una complessa e costosa operazione di rimozione e trattamento dell’amianto, nonostante molti vivano già difficoltà economiche. Diversa considerazione, invece, scrivono le associazioni, andrebbe fatta per gli edifici di proprietà dell’Ater, la quale avrebbe dovuto da tempo assumere i provvedimenti di bonifica per riqualificare gli edifici di proprietà pubblica a tutela dell’incolumità dei residenti. Di qui la richiesta, a nome dei cittadini destinatari dell’ordinanza, di dilazionarne i tempi di attuazione, affinché si possa agire anche presso la Regione Basilicata perché elabori un piano organico, con tanto di finanziamenti, per una bonifica complessiva dell’amianto presente nelle abitazioni dislocate sul territorio. Ecco perché sono tornate anche a sollecitare all’amministrazione provinciale una mappatura delle abitazioni interessate, che possa agevolare il lavoro degli uffici regionali.

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