Accordo di programma, tutto rinviato a fine mese

Salotto, accordo di programma. Tutto rinviato a fine mese, quando, nei giorni 21, 26 e 29 luglio, si terrà nuovamente il tavolo di confronto per il rilancio del polo del salotto. Lapidario il commento del Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, all’indomani dell’incontro inter istituzionale che si è tenuto ieri a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico. Nessuna accelerazione per la sigla dell’accordo, come si era sperato alla vigilia, fa sapere Vendola, ma ancora una volta, rincara, la dimostrazione che il Ministero non è in grado di mettere in campo vere e proprie politiche industriali. Il quale, anzi, continua a trincerarsi dietro innumerevoli cavilli burocratici, senza chiarire se e come intenda sostenere la riconversione dell’Alta Murgia. La Puglia, fa sapere ancora Vendola, è pronta a sottoscrivere il testo elaborato con le parti sociali ed è disposta a sostenere l’accordo con 20 milioni di euro. Sulla stessa falsariga il commento del responsabile regionale lucano alle attività produttive, Erminio Restaino. Anche la Regione Basilicata continuerà a fare la sua parte, come già accaduto in passato. Sono in corso, sottolinea Restaino, bandi per 62milioni di euro ed è già operativo un fondo di garanzia di 35milioni di euro. È necessario però che anche il Governo faccia la sua parte. Il tavolo romano è stato interlocutorio, riconosce Margherita Dell’Otto della Filca Cisl di Basilicata, ed è servito a fissare l’agenda che dovrebbe portare alla firma definitiva dell’accordo entro la fine del mese. I tempi stringono, fa sapere ancora la Dell’Otto, e incombe la scadenza della cassa integrazione. A questo proposito, il Sindacato accoglie positivamente l’impegno del ministero che si farà garante, per la firma degli accordi, in sede di rinnovo della cassa integrazione straordinaria. In vista del tavolo istituzionale del 29 luglio, l’Ugl rivolge infine un invito alle due Regioni: individuare le aree di intervento e le risorse da impegnare. Anche per l’Ugl la sigla dell’accordo rimane un obiettivo inderogabile, che darebbe un po’ di ossigeno a lavoratori e famiglie, colpiti dalla crisi.

 

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