Maturità, via alla prima prova

“Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti”. È partendo da questa frase di Andy Warhol che, in uno dei temi proposti ai maturandi, si è chiesto di analizzare il valore assegnato alla fama effimera nella società odierna. Ma i quasi cinquecentomila candidati chiamati a sostenere l’esame hanno anche potuto cimentarsi anche con Ungaretti, per l’analisi del testo, con Verga, D’Annunzio e Svevo, per il saggio breve, Destra e Sinistra, per l’ambito storico, e poi ancora un’analisi degli anni 70. Ma prima che tutto questo avvenisse, quando ancora la traccia del tema era semplicemente oggetto di pronostici, abbiamo incontrato i ragazzi all’ingresso delle scuole (le immagini del video si riferiscono al liceo Scientifico Dante Alighieri di Matera), per cogliere sensazioni, emozioni ed impressioni, qualche minuto prima dell’ingresso in aula. Quanto siano rimasti spiazzati, difficile saperlo. Niente tragedia nucleare in Giappone e nessun diretto riferimento ai 150 anni dell’Unità d’Italia né alla beatificazione di Giovanni Paolo II. Al loro posto, fra gli altri, Enrico Fermi e rimandi ai dipinti di De Chirico e Picasso. Chiusa la pagina del tema di italiano, si apre ora l’incognita della prova di specializzazione. Al classico, domani dovranno vedersela col latino e al linguistico con la prova di lingua straniera. Studio di funzioni, integrali e geometria analitica metteranno alla prova gli studenti dello scientifico. Minimi, massimi e flessi faranno da cornice al tanto temuto compito di matematica. Il terzo e ultimo scritto è in programma lunedì 27: quiz e risposte più o meno brevi. Anche quest’anno sono stati ammessi all’esame gli alunni delle scuole statali e paritarie, che nello scrutinio finale hanno ottenuto una votazione non inferiore a sei decimi, in ciascuna disciplina, comportamento incluso.