Dubbi sulle progressioni orizzontali al Comune di Matera

Il Comune di Matera

MATERA – Fino agli anni ’90 quella del “posto fisso” è stata una delle ambizioni maggiori dei giovani del ceto medio; oggi, invece, nell’era della flessibilità e del precariato, anche il posto statale è diventato una chimera, un nostalgico amarcord, la via Gluck del mondo del lavoro: persino chi ancora ne gode  rischia di vedersi scippato il tutto. Un dossier della Ragioneria dello Stato citato dal quotidiano economico “Italia Oggi” del 3 giugno scorso, ad esempio, ha rilevato errori a gogo commessi dai Comuni in materia di personale. In testa ci sono quelli relativi alle progressioni economiche orizzontali, spesso assegnate a tutto il personale in servizio nonostante la legge Brunetta preveda limitazioni da attuare con la discriminante meritocratica. Il fenomeno, a quanto pare, è molto diffuso anche in Basilicata, stando a quanto fa presente, nello stesso dossier, la Corte dei Conti. E proprio l’istituto della Peo, ovvero la progressione economica orizzontale, in questi ultimi giorni è diventato oggetto di una serie crescente di richieste di accesso agli atti sottoscritte da dipendenti del Comune di Matera e indirizzate all’assessore e al dirigente al Personale, Rivelli e Fasanella, nonché al sindaco Adduce. Nelle poche righe di testo protocollate dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico di via Aldo Moro, i dipendenti dell’ente, appartenenti a categorie variabili dalla A alla D, chiedono chiarimenti in merito ai criteri utilizzati per le nuove progressioni, visto che non c’è mai stata una comunicazione preventiva degli stessi, come previsto dalla legge. C’è in ballo una somma di oltre 50 mila euro, da ripartire per 66 beneficiari sui 358 aventi diritto. In buona sostanza, al Comune di Matera esiste una graduatoria delle posizioni economiche orizzontali senza che lo sapesse nessuno, o a conoscenza soltanto di alcuni, pochi a quanto pare, viste le istanze che stanno pervenendo all’URP.  L’ultimo confronto sindacale in merito al personale e alle Peo risale a dicembre 2010. Eppure, come ripreso dalla sezione lombarda della Corte dei Conti, la legge in materia prevede che “l’attivazione delle selezioni per la progressione economica orizzontale, per ragioni evidenti di trasparenza e correttezza, debba essere portata a conoscenza di tutti i lavoratori, preventivamente rispetto all’anno da valutare in modo da garantire pari possibilità di partecipazione”. Ogni condotta al di fuori di questa, oltre che contro legge, è tutt’altro che selettiva, quindi discrezionale. Che sta succedendo al Comune di Matera? Possibile che buona parte dei dipendenti non fosse al corrente di valutazioni in atto al fine di redigere la graduatoria per le Peo? Il timore è che una questione del personale si sia trasformata in una questione personale. La materia, d’altronde, è delicata e richiede attenzione e se il detto dice “errare è umano” è sempre possibile rendersene conto, ammettere lo sbaglio e ripetere le procedure, anche perché le fonti giurisprudenziali in tal senso non si può dire che manchino, per evitare un possibile danno erariale e per non vanificare sforzi e meriti di chi ha diritto a queste progressioni.