Dieci catene umane contro il nucleare: protesta anche a Scanzano Jonico

Matera. Dieci catene umane contro il nucleare: è l’iniziativa organizzata per sabato prossimo del Comitato ‘Vota si’ per fermare il nucleare in altrettanti siti nucleari o candidati a diventarlo. Tra questi anche Scanzano Jonico dove nel 2003 il Governo Berlusconi identificò la località come luogo per la costruzione del deposito definitivo delle scorie nucleari italiane. Il progetto fu accantonato in seguito alle forti proteste della popolazione. La zona – Terzo Cavone – con un picchettaggio di giorni e giorni ed una imponente manifestazione divenne il simbolo della resistenza popolare. Ma ora l’incubo rischia di tornare. A pochi giorni dal plebiscito antinucleare in Sardegna e mentre la Camera discute del decreto Omnibus che vuole cancellare il referendum sull’atomo di giugno, dalle catene umane si leverà un grido di protesta “contro la disinformazione e la sordina messa all’appuntamento referendario. Mentre il mondo guarda sgomento il dramma di Fukushima e si interroga sul futuro dell’atomo non vogliamo – spiega il comitato – che il nostro Paese faccia una scelta antistorica, antieconomica e soprattutto pericolosa”. E proprio sugli appuntamenti col voto del 12 e 13 giugno, rivolge un appello ai deputati: “Il Parlamento non si presti al raggiro del decreto Omnibus senza fermare veramente i programmi atomici del governo. ” Intanto l’appuntamento a Scanzano Jonico è per sabato 21 maggio alle ore 15.00 presso l’hotel Due Palme. Da qui partirà la catena umana di protesta.

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