Ferrovie: in Basilicata situazione da terzo mondo

Matera. Collegamenti ferroviari in Basilicata. Se Potenza vive momenti di difficoltà che il primo cittadino del capoluogo regionale, Vito Santarsiero, si è affrettato a segnalare tanto ai vertici di Trenitalia quanto al numero uno del ministero delle Infrastrutture, Altero Matteoli, a Matera parlare di treno continua ad essere inutile. Santarsiero, opportunamente, di fronte alla soppressione senza preavviso di un treno regionale in partenza da Napoli e diretto a Potenza, ha preso carta e penna e ha espresso tutta la sua indignazione all’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, parlando della Basilicata come di una realtà che sembra collocata fuori del paese-Italia con collegamenti ferroviari da terzo mondo. La presa di posizione di Santarsiero è tanto opportuna quanto legittima, una protesta comprensibile anche per sottolineare i disagi dei viaggiatori lucani che negli ultimi dieci giorni con quel treno poi soppresso sono arrivati a casa con ingiustificabili ritardi. Potenza, dunque, piange, ma punta i piedi e fa sentire attraverso il sindaco la sua voce. A Matera, invece, sul tema del collegamento della città alla rete nazionale delle ferrovie, è sceso il silenzio. Per un ventennio se ne è parlato come un’occasione imprescindibile per il suo sviluppo, quindi da non perdere. Sul progetto della Ferrandina-La Martella si sono spesi fior di miliardi delle vecchie lire, poi più nulla anche se il tracciato e le due stazioni sono lì a denunciare attraverso la loro presenza una delle incompiute più costose del paese. Una situazione di fronte alla quale tacciono tutti, da Rfi al ministero alla Regione, a finire all’Amministrazione provinciale ed al Comune capoluogo, due enti che sul tema dovrebbero tenere viva l’attenzione nonostante la chiusura dei cordoni della borsa da parte dei centri di spesa nazionali e regionali. Invece, tanto il sindaco quanto il presidente della Provincia continuano a restare in silenzio avendo scritto nelle loro agende altre priorità. Ferrovia e treno sono finiti così nel dimenticatoio, mentre non si perde occasione per sottolineare che la città si candida, nel 2019, a capitale europea della cultura. Un controsenso perchè quel capitolo lo si scrive avendo in regola un po’ tutte le carte, compresa quella dei trasporti e a Matera quella carta non solo manca, ma nemmeno riesce a trovarla e a giocarsela, aumentando così un isolamento con cui fare e sviluppare cultura diventa impossibile.

 

Share Button