Indebitamento e povertà, Adiconsum analizza situazione lucana

MATERA – Il rischio di contrarre debiti per le famiglie italiane e’ cresciuto lungo tutta la Penisola, ma e’ nelle regioni meridionali che il bilancio familiare e’ maggiormente in pericolo. Secondo gli studi realizzati neglu ultimi anni da Adiconsum, sono Sicilia, Campania e Calabria a finire in cima alla classifica del rischio indebitamento, seguite a ruota da Lazio e Puglia. Gli indicatori analizzati sono il reddito medio e Pil pro-capite, l’occupazione, la poverta’ relativa, la spesa media mensile, gli sfratti, i prestiti, il credito al consumo, il finanziamento per l’acquisto abitazioni, le sofferenze e i depositi bancari ed infine i protesti. Per quanto riguarda la Basilicata, e sempre secondo uno studio condotto da Adiconsum, presentato ieri a Matera, nel corso di un convegno, la povertà relativa è più del doppio della media nazionale: circa il 25,1 per cento della popolazione e riguarda circa 65 mila famiglie. Dati facilmente interpretabili, a livello nazionale e locale, che ben inquadrano la situazione in cui versano il Paese e la Basilicata, in particolare, come ha spiegato il Segretario Nazionale Adiconsum, Fabio Picciolini. Come è stato spiegato nel corso dei lavori di ieri, cui hanno preso parte fra gli altri Don Basilio Gavazzeni, della fondazione antiusura “Monsignor Vincenzo Cavalla”,  don Filippo Lombardi, direttore della Caritas Diocesana, l’indebitamento può riguardare anche le persone più avvedute. I casi della vita, ha ricordato Marina Festa, segretario provinciale Adiconsum, possono rovesciare qualsiasi previsione. Non sempre si conoscono le possibili soluzioni e i possibili aiuti. Non sempre c’è qualcuno disposto ad aiutare, anche se l’aiuto spesso, può essere economicamente più conveniente dell’abbandono al fallimento. Sul comportamento del consumatore, è stato ribadito, incidono aspetti sociali e psicologici: necessità di integrare il reddito, in alcuni casi la facilità di accesso al credito, l’offerta incalzante di mass media e marketing. L’assistenza e il sostegno alle famiglie in difficoltà, ha ribadito Picciolini, non può essere però lasciato solo alla Chiesa o al volontariato. Siamo in piena emergenza educativa, ha osservato Don Filippo Lombardi: in crisi la stessa capacità di educare alla vita e all’uso del denaro. Spesso si ricorre a una, 2 e anche a tre finanziarie e il passo verso l’usura diventa davvero breve. La novità introdotta col Prestito della Speranza, ha ricordato è che il mutuo è aperto anche alla microimpresa.

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