Milleproroghe: è polemica sulla social card

Matera. E’ polemica sul funzionamento della social card, ovvero la carta acquisti, reintrodotta con il Decreto Milleproroghe, approvato al Senato e ora all’esame della Camera. Una misura pensata dal Governo per andare incontro a quanti vivono ancora al di sotto della soglia di povertà. Un intervento rifinanziato con modifiche e cambiamenti che fanno discutere. “La social card “non potrà essere sperimentata in Basilicata perché non ci sono comuni con 250 mila abitanti”, limite minino affinché lo strumento possa essere sperimentato. Lo ha detto, in una nota, il segretario provinciale di Matera del Sindacato pensionati della Cgil, Angelo Eustazio, il quale ha definito “vergognosa” la decisione assunta dal Governo e ha rivolto un appello alle istituzioni e alle altre sigle sindacali “affinché anche nelle province di Potenza e a Matera possa essere sperimentata e introdotta la card”. “E’ una decisione – ha aggiunto – discriminatoria e antimeridionalista. “La social card è il tipico esempio di una politica estemporanea che pretende di curare la polmonite con l’aspirina”. E’ il commento del segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico. “Gli anziani poveri – spiega Falotico – non hanno bisogno di palliativi di pochi spiccioli ma di una seria politica sociale fatta di servizi alla persona. La social card è la classica misura che fa molto rumore mediatico, ma che ha il non trascurabile difetto di costare molto, di produrre pochi risultati e di esporre i beneficiari ad un’incivile gogna sociale oltre che a lunghe e farraginose difficoltà procedurali per gli interessati”. Per il segretario della Cisl “è arrivato il momento di affrontare con decisione riformatrice il vero nodo della questione che è la riduzione del prelievo fiscale sui redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Senza una riforma strutturale delle tasse, – spiega , la povertà continuerà ad allargarsi e ad inghiottire strati sociali che sembravano fino a qualche anno fa esenti dal fenomeno”.

 

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