Matera da anni non ha un mattatoio

Lo stabilimento Ortomatt

MATERA – Nella zona industriale di La Martella non mancano gli stabilimenti dismessi. E a guardare bene non sono state sempre e soltanto la crisi e le congiunture economiche sfavorevoli ad averne determinato la chiusura. Questo è vero nel caso del grande stabilimento della “Nicoletti”, rimasto emblema di un polo del salotto naufragato e del quale oggi non è ancora dato conoscerne il destino, ma non per un altro stabile, dai volumi notevoli, presente nell’area: il riferimento è a quello che era stato destinato a mattatoio di Matera, in gestione alla società “Ortomatt”, che in città ha in appalto anche il mercato ortofrutticolo del rione Piccianello, alla quale il suolo su cui sorge l’impianto di macellazione fu assegnato vent’anni fa, nel 1991, dal Consorzio per lo Sviluppo industriale. Il mattatoio, però, a differenza del mercato della frutta, è durato ben poco, anzi niente. Proprio dagli uffici consortili ci è dato sapere che la partita si è chiusa nel 2005. Ad allora risalgono gli ultimi pagamenti di fatture emesse nei confronti della Srl da parte del Consorzio per forniture idriche ed è da allora che lo stabilimento è chiuso, serrato. Da allora, Matera non ha un mattatoio, nonostante un’utenza potenziale non indifferente. Sono persino cambiate le abitudini di approvvigionamento della carne da parte delle macellerie: ci si rivolge a strutture prevalentemente pugliesi. E’ uno spazio nel mosaico produttivo locale rimasto vacante. Ma al Consorzio per lo Sviluppo industriale, in realtà, non arrivano neanche richieste di acquisizione di quell’area della “Ortomatt”, in una prospettiva di eventuale ripresa delle attività. Insomma nessuno manifesta interesse a macellare carne. Sempre il Consorzio ci ha spiegato che un’eventuale richiesta di avvio di attività in quell’area, dovrebbe essere fatta presente ad esso con apposita istanza e progetto, poi bisognerebbe adoperarsi per un accordo bonario con la proprietà e, qualora questo non portasse buoni frutti, occorrerebbe procedere all’esproprio.

 

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