Nasce un istituto di credito vicino alla comunità murgiana

I rappresentanti del Comitato della Banca di Matera

MATERA –  Una banca al servizio del territorio. La lunga incubazione è finita. Se ne è parlato per anni, un’operazione prima appena sussurrata, quasi con atteggiamenti carbonari, poi in maniera sempre più aperta ed evidente, alla luce del sole, fino alla costituzione del Comitato promotore, anticamera dell’approdo all’attività di sportello. C’è bisogno ancora di aggiustamenti e delle più opportune ricalibrature che saranno suggerite dalla Banca d’Italia, ma alla fine si parte. Il disegno complessivo dell’operazione è stato illustrato, il gradimento cresce tra i destinatari-attori dell’iniziativa, qualcosa si muove, insomma, in senso positivo: il sasso lanciato nello stagno sembra aver creato un movimento di adesione che più che ad uno Tsunami è simile a quei cerchi concentrici che partono dal centro dello specchio d’acqua per raggiungere la riva. Una iniziativa economica e produttiva, dunque, aperta ad una partecipazione ragionata e consapevole. Detta in termini pratici, la vicenda della Banca di Matera comincia ad essere letta così: se il centro di raccolta dei capitali necessari ad innescare il necessario turn-over delle concessioni creditizie è quello del capoluogo e del territorio circostante, è altrettanto vero che le ricadute dei benefici non potranno che essere destinate all’area in cui è avvenuto il prelievo. Insomma, una banca di vicinanza o, se preferite, di vicinato, dove le ragioni dell’eventuale sostegno economico da erogare ad imprese e famiglie diventano oggetto di una verifica rapida e ragionata, senza riserve e condizionamenti. Una sorta di credito porta a porta, prendere con una mano, distribuire con l’altra, fatti salvi ovvviamente i benefici dell’intermediazione per l’azienda bancaria. La banca di casa propria, quel che per un secolo e passa e’ stata la Popolare del Materano, ora scomparsa, sommersa, affogata nel gran calderone dell’accorpamento dei vari istituti di credito. Si ritorna al piccolo è bello, ad una gestione diretta dello sviluppo che abbia come punto d’arrivo la crescita economica del territorio, puntando – e su questo fronte la banca potrà essere di valido supporto su investimenti di qualità.

 

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