Stop ai sacchetti in plastica per la spesa

Shopper per la spesa

Tutta l’Italia è ormai pronta a dire addio ai sacchetti di plastica. Dal primo gennaio, infatti, la norma che ne vieta l’utilizzo è entrata ufficialmente in vigore, sgombrando il campo da qualunque ventilata ipotesi di slittamento al 2012. Lo aveva deciso il 22 dicembre scorso il Consiglio dei Ministri, ponendo fine ad un iter che si trascina dalla Finanziaria del 2007 e che si sarebbe dovuto concludere già l’anno scorso. D’altronde questo stop permette all’Italia di adeguarsi a direttive europee ormai vecchiotte, mirate a incentivare e accrescere la differenziata e, a termine più lungo, a migliorare lo stato di salute del Pianeta e dei mari, dove i rifiuti plastici galleggianti, degradandosi, avvelenano le catene alimentari, uccidendo migliaia di animali e soffocando gli organismi sul fondo. Ora, gli “spreconi” italiani, tra i massimi utilizzatori in Europa di shoppers in plastica, con un consumo medio annuale di 300 sacchetti a testa, dovranno abituarsi alle buste in bioplastica, ricavata da mais o da altre materie vegetali, o portarsi da casa una comoda e ampia sporta in tessuto o in iuta. A questo proposito a Matera il Comune aveva annunciato la distribuzione di diecimila sacchetti di quest’ultimo materiale che, dopo un lancio lampo nel periodo natalizio, dovrebbe avvenire a breve. I Ministeri dell’ambiente e dello Sviluppo Economico, intanto, hanno precisato che “resta consentito lo smaltimento delle scorte in giacenza negli esercizi artigianali e commerciali alla data del 31 dicembre 2010”. La cessione dei sacchetti non conformi residui, però, deve avvenire “esclusivamente a titolo gratuito” e fino ad esaurimento. Tale processo, secondo le stime,  dovrebbe concludersi entro due-tre settimane.

 

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