Unioncamere: nel 2010 in Basilicata crescita zero

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POTENZA – Mentre a livello nazionale la ripresa, se pur lentamente, comincia ad avviarsi, la Basilicata resta pressoché ferma, al pari della Calabria e del Molise. E’ quanto emerge dal Rapporto congiunturale del terzo trimestre 2010, elaborato dal Centro Studi Unioncamere e disponibile sul sito www.bas.camcom.it. Dopo un 2009 caratterizzato da un -4,5% del Prodotto interno lordo, insomma, nell’anno in corso l’economia lucana dovrebbe far registrare una crescita zero, delegando al 2011 una ripresa che, stando alle attuali previsioni, sarà comunque di intensità assai modesta, attestandosi intorno allo +0,7%. A influire su questo stop forzato sono sia la flessione marcata delle esportazioni che il regresso prolungato della spesa per i consumi delle famiglie, frenata dalla riduzione del reddito disponibile, che fa registrare il peggior risultato tra tutte le regioni italiane col -1,6%. E sul mercato del lavoro le condizioni si aggravano ulteriormente: nel terzo trimestre l’occupazione è diminuita di ben 9 mila e 300 unita unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, determinando un saldo negativo, nella media dei primi 9 mesi, di circa 7 mila unità, mentre nell’intero 2009 i posti di lavoro andati persi erano stati 5 mila e 200. Dall’industria, la contrazione della domanda di lavoro si è estesa anche al settore dei servizi, mentre l’attività manifatturiera subisce un altro rimbalzo negativo. La forte contrazione della domanda di lavoro ha determinato una crescita record della disoccupazione, aumentata di ben 6 mila e 500 unità nel periodo giugno-settembre, per un incremento relativo del 28,8%, frutto prevalentemente del flusso di persone espulse dal ciclo produttivo. Si è quasi azzerata, invece, la crescita delle persone in cerca di primo impiego, molte delle quali si sono temporaneamente ritirate dalla ricerca attiva di un lavoro. Sono dati che indicano una strada da compiere ancora tutta in salita ma che, secondo il presidente di Unioncamere Basilicata, Angelo Tortorelli, lanciano anche alcuni piccoli segnali di speranza: torna a crescere la fiducia degli operatori commerciali, la natalità aziendale si mantiene costante, alcuni settori industriali recuperano nell’export, tiene l’edilizia.

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