“Presepe d’amore”: c’è chi è pronto alla protesta (pacifica)

Alcuni dei contestatori pacifici

MATERA – Lenzuola bianche annodate ai balconi e figurazioni pacifiche, colorate e “in sicurezza” nei luoghi dei Sassi. Sono le iniziative che un gruppo di cittadini, residenti e non, degli antichi rioni di Matera ha deciso di mettere in atto come forma di contestazione pacifica, e rispettosa di visitatori e comparse, al presepe vivente in programma il 29 dicembre: “un nodo”, come una rappresentanza di questi lo ha definito in una conferenza stampa svoltasi presso il Palazzo delle Buone Pratiche di Legambiente, “fatto al percorso di gestione e pianificazione culturale della città, che l’amministrazione comunale ora può decidere o meno di sciogliere”, con un atteggiamento ed un’attitudine che segnino un cambio di passo in quanto a democrazia partecipata, al coinvolgimento di associazioni e cittadini stanchi di subire passivamente delle scelte. Ciò che si contesta, di fatto, è il modo di spendere i soldi pubblici, nel caso specifico i 140 mila euro di costo orientativo dell’operazione da guinness dei primati, promossa dalla Regione e dell’Unione nazionale delle Pro-Loco. Di presepi viventi, negli anni passati, nei Sassi ne sono stati organizzati, tutti più o meno a costo zero o comunque non foraggiati da soldi pubblici. Nel frattempo i rioni patrimonio Unesco si sono popolati di circa quattromila residenti che puntualmente non vengono ne’ informati ne’ coinvolti su quanto il Comune intenda fare al loro interno, al pari delle associazioni culturali che operano in città. Il primo cittadino Adduce, ad esempio, in un incontro svoltosi all’incirca un mese fa presso la chiesa di San Pietro Caveoso, aveva assicurato ai residenti che sarebbero stati messi al corrente sulle operazioni natalizie ma poi tutto è stato deciso ed imposto con un’ordinanza. “Così”, hanno spiegato i cittadini attivisti, “nascono operazioni di fiction come questo presepe vivente, condensate in un solo giorno di durata, in un periodo in cui la città è già popolata di turisti di suo. Per il resto dell’anno e delle festività, invece, i Sassi cadono nel dimenticatoio, tra carenze di servizi, come il trasporto pubblico o l’asilo non attivato nei locali sottratti al Teatro dei Sassi. Questi soldi insomma”, sostengono i cittadini in contestazione, “avrebbero potuto spenderli in altro modo”.