2 Novembre, fra tradizione religiosa e senso della vita

MATERA – È nel “Rallegrati e gioisci”, intonato dai Cantori Materani, questa mattina nella cappella del cimitero di contrada Pantano, nel corso della Santa Messa celebrata da Monsignor Salvatore Ligorio, vescovo di Matera-Irsina, in occasione della commemorazione dei defunti, il profondo significato umano e religioso della ricorrenza. La designazione di questo giorno liturgico, ha ricordato il Vescovo, alla presenza delle massime autorità civili e militari della città e dei tanti fedeli che non si sono lasciati scoraggiare dalla pioggia, esprime bene il suo senso, che è, innanzitutto, di natrura umana. La presenza di coloro che non ci sono più, le loro parole e i loro gesti, i momenti e le esperienze condivise, l’aver preso parte al tempo della nostra vita, ce li rende sempre attuali. In un giorno come questo avvertiamo che la rete dei legami e degli affetti di cui si nutre la nostra esistenza è più estesa di quella che si misura con il metro della nostra percezione sensibile. Per questo, il “Rallegrati e gioisci”, come ha ricordato ancora il Vescovo, diventa sempre più il segnale di una continua ricerca del senso della vita.

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