Stagione turistica a Metaponto, bilancio e prospettive

Chiude con un bilancio parzialmente positivo la stagione turistica 2010 nel Metapontino. La crisi economica, la congiuntura internazionale, l’eco legata alle mareggiate dei mesi invernali e all’erosione della costa e poi ancora le condizioni climatiche non sempre clementi sono stati, probabilmente  gli elementi alla base del calo di presenze turistiche nei mesi di giugno e di luglio. Una netta inversione di tendenza si è registrata invece nelle prime due settimane di agosto, con il miglioramento sostanziale delle condizioni metereologiche e un incremento delle presenze. Archiviata la stagione turistica 2010, l’attenzione degli opetori è ora puntata alle strategie di pianificazione e di intervento mirate a migliorare le condizioni di accoglienza di turisti e villeggianti, per la stagione 2011. Gli operatori turistici hanno infatti accolto con favore lo studio presentato qualche settimana fa, a Matera, dal Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente dell’Università di Basilicata, sul fenomeno dell’erosione e sulle modalità di intervento. Occorre però, ribadiscono ancora, una maggiore sinergia fra pubblico e privato. È un fenomeno quello dell’erosione col quale la costa jonica ha già fatto i conti negli ultimi decenni e col quale dovrà continuare a confrontarsi nel futuro, essendo legato a delicati equilibri naturali e a dinamiche che tendono a ripetersi con una certa periodicità. In ogni caso, come emerge da uno studio realizzato dal Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente dell’Università di Basilicata, presentato a Matera nelle scorse settimane,la realizzazione di barriere, costituite da massi collocati sotto il livello del mare, potrebbe rappresentare una soluzione praticabile, per arginare la forza delle correnti marine. Lo studio, commissionato dalla Regione Basilicata, è stato realizzato dagli ingegneri Michele Greco e Giovanni Martino. Fenomeno naturale o colpa dell’uomo? Le Associazioni Ambientaliste sono spesso tornate a sottolineare il ruolo che può aver giocato, sull’aggraversi del fenomeno, la costruzione di strutture portuali, lungo la costa jonica. Lo studio del Difa, ha sottolineato l’assessore regionale alle infrastrutture, Rosa Gentile, rappresenta però solo una fase di partenza. Dovrà essere esaminato dalla conferenza di servizi con i diversi soggetti territoriali, e porterà quindi la Regione Basilicata a definire un progetto preliminare.

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