Dove c’è ex-Barilla c’è vita…

I graffiti apparsi alla ex-Barilla

MATERA – Agiscono indisturbati, con molta probabilità durante le ore notturne. Per raggiungere la meta prefissata non commettono effrazioni, tanto meno atti vandalici. Il loro obiettivo, sostanzialmente, è quello di dare sfogo alla propria creatività attraverso una bomboletta spray, ma a qualche decina di metri di altezza. Da un po’ di tempo pare che l’area industriale della ex-Barilla di via Cererie, a Matera, sia frequentata da graffitari ignoti, a dir la verità non molto specializzati, che intendono dare risalto cromatico al grigio cemento dei silos che un tempo contenevano il grano utile alla produzione della pasta, a partire dalla cima. Le scritte sono comparse qualche mese fa, e pare che aumentino col passare dei giorni, e non indicano messaggi particolari o rilevanti sul piano politico e sociale. Per raggiungere la cima dei silos gli artisti in erba utilizzano una scala antincendio presente su uno dei lati delle torri, non senza correre rischi. Valutazioni artistiche a parte, la vicenda resta eloquente su un altro piano: questo enorme spazio abbandonato così com’è non può restare, né tanto meno si può assistere inermi alla volontaria messa in abbandono dell’area, da parte della proprietà, affinché un domani si possa trovare la scusa giusta per radere al suolo tali edifici e costruirne di nuovi e succulenti sul piano immobiliare. La vocazione di quell’area, destino ha voluto, è stata riscritta anche dai graffitari che la popolano nottetempo: deve essere culturale, affinché attraverso l’arte possa essere trasmesso ai posteri il messaggio che l’assistenzialismo produce mostri. Una sorta di monito da trasformare in opportunità perché Matera possa contare finalmente su spazi di produzione e diffusione culturale più idonei alla platea giovanile, come già avviene da decenni in centri più grandi come Roma, Bologna o Torino.

 

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