Ferrosud, la Fiom-Cgil chiede interventi

MATERA – Finmeccanica è una delle poche imprese che, grazie alla proprietà intellettuale di prodotti strategici per la sicurezza e la difesa, riesce a competere a livello mondiale. Ma all’interno del riordino fra competenze militari e civili, sono proprio le aziende del settore ferroviario che rischiano di perdere competitività rispetto alle realtà straniere. È questo il grido d’allarme lanciato ieri a Matera da Massimo Masat, segretario nazionale di settore della Fiom Cgil, nel corso di un’assemblea con i lavoratori, cui hanno preso parte i segretari territoriali Giuseppe Giannella, della Fiom Cgil, Gerardo Evangelista, della Fim Cisl, e Giuseppe Grieco della Uilm. Lo spacchettamento, ha ribadito, Masat, non paga. Questa regione, ha aggiunto, non può perdere uno stabilimento come Ferrosud. Finmeccanica e soggetti territoriali della Basilicata possono contribuire al rilancio del comparto ferroviario e, in particolare, di stabilimenti come la Ferrosud di Matera. Sullo sfondo rimane l’augurio che il Commissario Giudiziario ritiri il contenzioso legale presentato da Ferrosud lo scorso febbraio, in modo da sbloccare la quota parte della commessa, sospesa da Trenitalia nel novembre 2008. In questa direzione, è stato quindi ribadito, non rimane che attendere le decisioni dell’assemblea dei creditori, che si terrà nelle prossime settimane. La Ferrosud, che conta su 140 addetti, ne ha 20 impiegati fuori regione e 120 in cassa integrazione.

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