L’ultimo saluto a Mariantonietta Pascale

Mariantonietta Pascale

Matera.  E’ nella fredda notte del 14 marzo che Mariantonietta Pascale, forte e volitiva è partita per l’ultima volta, dopo 59 anni dalla sua città natale, Matera dove è cresciuta ed ha deciso di lavorare, dopo gli studi magistrali e la laurea in lingue. Ma è stato nella Metaponto del 1968 che Mariantonietta ha incontrato l’uomo della sua vita, che ha sposato sei anni dopo: Angelo Minieri. Con lui ha condiviso tutto: l’impegno politico,sociale e le vicissitudini umane familiari che l’hanno vista donna decisa e mamma indomita per salvare la vita del figlioletto, Gianluca, piccolo e indifeso, dal tragico destino irreparabile. Una donna che ha sempre avuto cara la famiglia e il valore della sua unità e compattezza senza esitazione. Con amorevole decisione, ha messo al mondo due figli, che ha curato difeso e cresciuto con le qualità e la moralità che oggi gli stessi vivono e testimoniano. Attenta al sociale ed alle istanze istituzionali decise anche di candidarsi prima come consigliere provinciale e poi comunale. Tanta maturità politica e sociale l’hanno resa la Musa ispiratrice del consenso elettorale del marito Angelo che ha sempre sostenuto: prima come sindacalista,  poi come candidato alla carica di consigliere regionale. E quando suo marito si è candidato alla carica di Sindaco di Matera è stata lei in prima linea: in piazza, nei supermercati, nei mercati rionali: Mariantonietta era indomita e convincente, tanto da essere sempre riconosciuta da amici e avversari del marito, come la paladina e la decisa testimone del successo dello stesso.  Donna di grande forza, pregio e dignità. Lavoratrice appassionata del suo lavoro d’insegnate e amata dai suoi studenti, che sempre le hanno testimoniato nel tempo rispetto e affetto, riconoscenza e devozione. Ha sfidato le calunnie dei vigliacchi a testa alta e con una grande forza morale. E nell’ultima battaglia, quella contro la malattia ha combattuto, con decisone e solare determinazione. Voleva vincere e vivere per la famiglia per sé . Così ,lottando, alla fine è caduta vinta dal male che tanto ha osteggiato, resistito,rimosso; ma che in questa dura battaglia l’ha sconfitta in un momento di debolezza fisica . E’ andata via con i segni della sofferenza, ma non della sconfitta umana . E’ andata via con dignità e coraggio.

Share Button