Ancora ritardi sui voucher per gli asili nido

Asilo nido

Matera. Della vicenda ce ne eravamo occupati già un mese fa. Nello scorso febbraio, infatti, la gestione commissariale del Comune di Matera aveva finalmente reso possibile la pubblicazione del bando per l’accreditamento pubblico degli asili nido privati. Il provvedimento, tra gli ultimi ad essere approvati dalla Giunta Buccico prima della sua caduta, mira a far fronte alla crescente domanda di fruizione del servizio da parte delle famiglie materane, non estinguibile soltanto attraverso le strutture comunali. Ma la delibera 509, risalente all’ottobre scorso, prevede al tempo stesso la predisposizione di appositi “voucher”, ovvero i cosiddetti buoni spendibili negli asili privati che hanno ottenuto l’accreditamento, da parte delle famiglie che ne hanno fatto richiesta. Una possibilità che tutt’ora viene negata alle stesse, nonostante la frequenza del nido sia fondamentale tanto come  supporto necessario ai genitori che lavorano, quanto dal punto di vista pedagogico, importantissimo per un armonioso sviluppo psico-fisico del bambino e per la socializzazione all’interno di un contesto sicuro e rasserenante, complementare rispetto a quello parentale. Gli unici a non averlo capito, però, a quanto pare, sono i dirigenti degli uffici comunali. Voci di corridoio lasciano intendere che i “voucher” saranno disponibili soltanto a settembre ma molti genitori, a questo punto, come esplicitato anche in una lettera inviata alla nostra redazione, si chiedono perché, tenuto conto che non può parlarsi di anno scolastico in conclusione perché la frequenza agli asili nido vale per tutto l’anno. Quanto c’è da attendere per rendere operativa la frequenza presso gli asili nido accreditati? E’ imperante l’urgenza e molta è la fiducia che si ha nella macchina amministrativa comunale e nella sua celerità, tanto da auspicarne l’avvio già entro la fine del mese di marzo. E quindi prima delle elezioni. L’amministrazione, per quanto commissariale, può finalmente dare una risposta adeguata alle famiglie che da anni chiedono un supporto economico al Comune per favorire l’inserimento di tutti i bambini ed oggi può renderlo da subito operativo. Anche prima di procedere alla riorganizzazione degli uffici e dei servizi dell’Ente, provvedimento di interesse sicuramente meno pubblico e collettivo rispetto a ciò che concerne le politiche sociali, strettamente legate alle esigenze primarie del cittadino.

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