A Matera il nono congresso provinciale di Fp-Cgil
MATERA – Dopo quattro anni, nell’ambito del periodo congressuale della Cgil Matera, la sezione Funzione Pubblica del sindacato è tornata a riunirsi per il rinnovo delle cariche e per un momento di intensa riflessione sulle condizioni del comparto, anche alla luce dei provvedimenti più recenti del governo Berlusconi. Il segretario uscente, Vito Maragno, nel corso di un lungo intervento, ha sottolineato che l’esecutivo nazionale ha come obiettivo uno Stato minimo, in cui “si tagliano i trasferimenti, si blocca il turnover, si impongono vincoli feroci alle spese del personale degli enti locali, si privatizzano e si esternalizzano attività per offrire alle imprese un grande mercato su cui investire e fare scommesse finanziarie: quello dei servizi pubblici, della sanità, dell’assistenza, dell’istruzione, della previdenza”. Un obiettivo da raggiungere anche in questo caso mediante modifiche costituzionali, ma anche attraverso campagne diffamatorie contro i dipendenti pubblici, vedasi l’humus su cui si è affermata la riforma Brunetta, “dei cui effetti tangibili, però”, ha ricordato Maragno, “nessuno ha parlato”. Da questo punto di vista la Fp-Cgil materana ritiene di essere rimasta in prima linea, mediante l’organizzazione di corsi di formazione per le RSU su questi temi, con la raccolta firme per la legge popolare sull’acqua pubblica, con il completamento dei percorsi di stabilizzazione in diversi Comuni e la re-internalizzazione del 118 della Asm e con la costituzione del sub-comparto sindacale dell’Igiene ambientale. La sanità, tra l’altro, che vede come prolifico rappresentante locale ai tavoli nazionali la dottoressa Giovanna Di Pede, resta uno dei principali e prossimi obiettivi del sindacato, insieme all’acqua pubblica. Le conclusioni del congresso provinciale della Fp-Cgil sono state affidare al segretario nazionale Alfredo Garzi, il quale ha spiegato che “occorre che il Governo consideri il lavoro pubblico come una risorsa per il Paese anziché dequalificare la pubblica amministrazione. Per farlo occorre razionalizzare i costi e investire in innovazione, guardando a priorità come quelle della giustizia e di altri settori la cui inadeguatezza di organici e mezzi si ripercuote negativamente sull’economia”.

