Sindacati critici sulla sperimentazione Brunetta all’Asm

Personale medico

MATERA – Fa discutere l’annuncio diffuso a mezzo stampa qualche giorno fa dai vertici dell’Azienda sanitaria di Matera di aver sottoscritto un protocollo d’intesa nazionale, insieme a quella di Benevento, per la sperimentazione della Riforma Brunetta con riferimento alla valutazione del personale delle Aziende sanitarie e ospedaliere. Con tempi e modi diversi, sulla vicenda, sono intervenuti il Cimo, il sindacato dei medici dirigenti, e la Funzione Pubblica di Cgil, contestando al Direttore generale dell’Asm, Vito Gaudiano, innanzitutto la mancata condivisione della decisione. Due le obiezioni del Cimo: la prima riguarda il carattere “paradossale” della collaborazione di una direzione strategica designata da un governo regionale di centrosinistra con un governo nazionale di centrodestra su una delle leggi più contestate nella storia della Repubblica italiana; la seconda affonda le radici nella gestione aziendale. Il sindacato dei medici dirigenti, in pratica, ritiene che l’Asm sia del tutto impreparata alla sperimentazione della Riforma Brunetta, perché appesantita da “seri problemi di bilancio”, che addirittura la renderebbero suscettibile di commissariamento, nonché priva di un atto aziendale, strumento di organizzazione fondamentale, da presentare ai sindacati prima ed alla Regione poi per l’approvazione. In ultima battuta il Cimo fa riferimento al clima interno all’Asm, definito conflittuale e caratterizzato dal malcontento, soprattutto fra i Dirigenti medici, nonché ostico verso il nuovo regolamento sperimentale. A queste si aggiungono le rimostranze della Fp-Cgil, secondo cui l’accordo sulla sperimentazione non porterà né all’ottimizzazione delle prestazioni, né al miglioramento della qualità dei servizi, ma solo ad un’ulteriore burocratizzazione delle procedure che tra l’altro trascurano il fattore etico e la centralità della persona, sia esso utente o lavoratore, attraverso meccanismi di valutazione individuale del personale discrezionali, non condivisi e che nulla hanno a che fare con il lavoro di équipe e per questo anche incoerenti con gli obiettivi del Piano sanitario regionale.