Controlli per l’inquinamento della Gravina

Il torrente Gravina

POTENZA – Arrivano controlli a tappeto contro l’inquinamento del torrente Gravina. La questione, ormai diventata annosa, è stata affrontata ieri, a Potenza, nel corso di una riunione, convocata e presieduta dall’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, alla quale hanno partecipato rappresentanti dell’Arpab, di Acquedotto Lucano, dell’Aato, del Parco della Murgia materana, del Comune e della Provincia di Matera. Dall’incontro è emerso che la Regione ha dato l’incarico all’Arpab di condurre, di concerto con Acquedotto Lucano e l’Autorità d’Ambito territoriale ottimale, una campagna di monitoraggio lungo tutto il percorso del torrente fino all’innesto con il fiume Bradano, con prelievi da effettuare anche in prossimità degli impianti di depurazione. La Provincia di Matera, inoltre, già da febbraio, avvierà una serie di controlli nei circa 150 insediamenti produttivi che si affacciano lungo il percorso del torrente per verificare da dove arrivano gli agenti inquinanti che, secondo le ultime analisi, risalenti a dicembre 2009, da reflui di natura urbana e derivanti da attività di natura zootecnica e non di origine industriale. Le attività di controllo, che saranno finanziate dalla Regione, dovrebbero concludersi entro maggio. L’Aato, intanto, proporrà alla Regione il finanziamento di 9 milioni e mezzo di euro per completare il sistema di depurazione a Matera e nel frattempo l’ente chiederà alla Regione Puglia e alle province di Matera, Bari e Taranto di partecipare a un tavolo tecnico per risolvere il problema dell’inquinamento del torrente Gravina sul versante pugliese. Tutte le iniziative, però, saranno dettagliate in un protocollo d’intesa da sottoscrivere nei prossimi giorni da tutti i partecipanti alla riunione, al fine di stabilire compiti e cronoprogramma. “Seppure a passi troppo lenti, qualcosa si muove”: così il presidente dell’Ente Parco, Cifarelli, ha commentato il risultato raggiunto dopo la riunione. Ora, l’auspicio comune, è che non si perda altro tempo, prezioso per la sopravvivenza e la tutela delle biodiversità che convivono e contribuiscono a rendere unico lo scenario della Gravina di Matera.

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