Libertà di informazione: l’opinione dei giornalisti locali

giornali italianiPiazza del Popolo gremita, un tripudio di colori, palloncini, bandiere, cappellini e cartelli. Uno per tutti: “La verità vi farà liberi”. Tante le magliette e gli slogan, in ogni caso: “No all’informazione bavaglio”. È stato questo, come riportato dalla stampa nazionale, il teatro della manifestazione per la libertà di informazione, indetta, sabato scorso a Roma, dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana: in 300mila, secondo gli organizzatori, nella grande piazza romana. Tra i nemici principali del dovere di raccontare, hanno sottolineato a più voci gli  intervenuti, c’è l’indifferenza, che isola chi prova a descrivere la realtà. Ma libertà di stampa, come ha sottolineato Antonella Ciervo, che abbiamo raggiunto questa mattina, nella redazione del Quotidiano, a Matera, risiede anche nella capacità di ogni singolo giornalista di fare, fino in fondo, il proprio dovere, che è quello di informare e non di formare l’opinione pubblica. Per Michele Cannito, Direttore del periodico altamurano “La Nuova Murgia”, la libertà di stampa in Italia è a rischio, aggredita dall’azione vincolante dei partiti e dai finanziamenti ai giornali di partito. Fra le emergenze del giornalismo italiano, con particolare riferimento alle modalità di approccio alla professione e al mercato del lavoro, la necessità di rivisitare le regole di accesso ed iscrizione all’albo, come invece ha sottolineato Serafino Paternoster, presidente Assostampa di Basilicata.

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