martedì 24 aprile

martedì, aprile 24th, 2007 @ 15:46 | Puntate

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Le nuove frontiere del mondo web sono al centro della puntata odierna di “C’è tempo”. Due giovani materani, Carlo Magni e Donato Mola, presentano un’iniziativa nuova che si svolgerà il 12 maggio.

7 Risposte a “martedì 24 aprile”

  1. Domenico Bennardi ha scritto:

    Ottima presentazione, speriamo possano venire più persone possibili.
    Il BarCamp offre la possibilità di ascoltare e interagire attivamente nella discussione. Il tutto è all’insegna dell’informalità, anche il dibattito non sarà quindi noioso e ermetico.
    Partecipiamo tutti!
    Domeniko

  2. web1.0 ha scritto:

    Eh basta con questo web 2.0 !! Il web 2.0 è aria fritta !!!
    E’ il sottolineare che l’acqua è umida, che l’aria è incolore e che le zanzare pungono.

    Il web, sin dal suo figurato concepimento è sempre stato in lettura e scrittura! Pensate solo alle BBS (antesignane del World Wide Web come lo intendiamo oggi). Il web 2.0 è solo una trovata commerciale di alcune grandi aziende informatiche (una delle quali non a caso vi sponsorizza con i suoi gadgets).

    Ad ogni modo l’iniziativa del BarCamp, che state mettendo, su è lodevole a prescindere dai contenuti. Non sono qui per detrarre sull’iniziativa.

    Ma meditate sul concetto di social networking e sull’interazione e la partecipazione, per cosa credete mai siano stati inventati i protocolli CGI e tutte quelle API del DOM sin dalla prima stesura del formato HTML?

    Sono tutti tentativi di intrappolare nel marketing concetti ovvi che esistono in natura. E’ come se una azienda X (ics) denominasse l’aria OXY&GEN(TM). Bella scoperta !! Chi ne gioverebbe?

    Il Web 2.0 costituisce solamente lo stato evolutivo attuale del world wide web originario. I protocolli che ne costituiscono l’anima sono in uso sin da quando internet era denominato Arpanet. E’ sempre lo stesso web 1.0, usato con i computer di oggi. Nulla di più.

  3. Donato ha scritto:

    Le cose che scrivi sono interessanti e in parte le condivido, sopratutto il discorso che riguarda “l’evoluzione del web originario” … ma il “nulla più” no :-) 2.0 significa proprio che si va avanti verso un modo più concreto di “aggregare” e condividere, il 2.0 significa maggiore semplicità … si tratta di un concetto vecchio come il cucco probabilmente ma di non sempre facile applicazione. In ogni caso vieni a parlarne il 12 maggio ciao e grazie!

  4. web1.0 ha scritto:

    Condivido parzialmente il tuo punto di vista. Ma permettimi di precisare alcuni punti. Le cose che si possono fare oggi sono permesse dalla maggiore quantità di memoria e potenza di calcolo, congiunte da una maggiore diffusione dei “client”. Quello che qualche hanno fa sarebbe costato l’equivalente di 1500 € oggi lo trovi a meno di 600 € (a volte compreso il monitor). La quantità di banda disponibile, nonostante il cosiddetto Digital Divide è comunque molto maggiore rispetto al passato. Il nostro bravo firefox non avrebbe mai potuto furoreggiare con Pentium II 266 e 128 Mb di Ram. E’ noto infatti che la volpe di fuoco è un ciuccia memoria da Oscar.
    Oggi disponiamo di risorse impensabili rispetto al passato, ma ciò non cambia il web. Il web 2.0 dovrebbe, al contrario, essere un adeguamento tecnologico rivoluzionario. Le major release solitamente *riscrivono* concetti consolidati al fine di migliorarli. Ma mi spiace, i protocolli, i formati le tecnologie sono le stesse identiche di 10 anni fa. Non è cambiato NULLA. XML, CSS2, Javascript, TCP/IP, HTTP, HTML sono proprio l’ingrediente di base del primo web, e sono sempre gli stessi ingredienti di questo fantomatico Web 2.0 (al limite io lo chiamerei 1.1). Anche quel che riguarda il blasonato AJAX, non è nulla di nuovo rispetto a Internet Explorer 5.5 (parliamo di 7 anni fa). Introducendo l’oggetto XMLHttpRequest progettato al fine di rendere possibile trasformare IE in un client per il server di posta Exchange, introduce il concetto di chiamata asincrona XML, ingrediente di base di tutte le librerie AJAX (Prototype, Scriptaculous, Mojo, etc.) per le chiamate asincrone, ovvero, ad esempio per poter controllare se hai posta senza ricaricare l’intera pagina.

    Anche l’altro principe del Web 2.0 (Macromedia Flash) aveva qualcosa di analogo, l’equivalente di tale component non è altro che il method load() dell’oggetto XML di Macromedia Flash, introdotto con la versione 5 nel 1999 (8 anni fa). E non solo, flash 5 aveva già da allora addirittura la possibilità connettere dei socket tramite tale formato XMLSocket().

    I feed RSS non sono altro che degli XML. E concetti analoghi a quello erano stati introdotti da Microsoft denominandoli “Canali” in Internet Explorer 4. Ajax è sostanzialmente tutto quello che è Javascript + CSS + XML + DOM con l’utilizzo sfrenato di una implementazione di XMLHttpRequest. Perchè il web abbia una major release, a mio avviso è necessario ridefinire questi protocolli. Un pò come sta facendo in questi tempi l’industria dell’Home Video con il concetto di HDTV.

    Occorre cambiare il sistemo di IPing (IPV6), abbandonare il TCP/IP, adottare nuovi migliorati formati. Quello che comunemene e per fortuna, meno pomposamente viene chiamata Internet2. Un sistema che non cerca di patchare un web vetusto adeguandolo ai moderni processori dual core insieme a i mezzi terabyte di memoria di massa che disponiamo. Tutt’altro, un sistema progettato partendo dalla modernità di questi sistemi, che conosce il potenziale tecnologico che si può esprimere e ne rappresenta il degno sostituto evolutivo.

    Il principale fautore del termine Web 2.0 è l’editore O’Reilly, come puoi ben vedere usando uno dei maggiori cavalli di battaglia del web 2.0 http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_2.0.

    Il web 2.0 semplifica la vita? Forse. Ma ha tutte le caratteristiche di una guerra ideologica, progettata per avere adepti, tramite l’appropriazione di concetti liberi e diffusi ed astutamente impacchettati e brandizzati. Introduce concetti complessi ed a volte equivoci. Il concetto di tag (toh … che novità) il concetto di backtrack (ma va?), il concetto di feed (xml rulez), il concetto di social (ed i vari bulletin board cosa sono? il wiki ad esempio esiste fin da quando perl implementava le sue librerie di regular expression), il concetto di ranking (questa è la più meschina di tutte). Tutte cose legate a servizi, apparentemente gratuiti, che fanno in realtà marketing, con numeri, grossi numeri. L’adesione non è altro che un modo lecito di apprendere il comportamento di un insieme di utenti. Tramite tutto ciò, il web può essere controllato, analizzato, studiato, ed il risultato di questo è la fonte del maggior profitto di alcune aziende del west coast americano. Tutto lecito sia chiaro, tutto ottimo. Ma non c’è nulla di innovativo. E’ sempre lo stesso web, con una bella tessera fedeltà :D

    Ed anche i termini sono criptici: facciamo un esempio. DIGITAL DIVIDE.
    La signora Maria lo capisce? Eppure è sempre lo stesso vecchio concetto: c’è chi ne ha e chi no. Semplice e chiaro. Direi banale.
    Parliamo allora anche di TRAIN DIVIDE ? O di ROAD DIVIDE pensando alla vostra città ? (che io sappia è l’unica provincia italiana a non avere le ferrovie statali).

    Allora, ricapitolando, per capirne meglio l’essenza. Proviamo a vedere se il web 2.0 è in grado di funzionare senza javascript e senza cookies? … Scommettiamo che non funziona?

    Sarebbe un pò come andare all’Esselunga senza ricevere i famosi punti fragola :D

    Mi piacerebbe moltissimo partecipare al vostro Camp, ma per quella data ho una consegna importante. Ti ringrazio per l’esplicito invito.

    Ciao

  5. Carlo Magni aka Luachan ha scritto:

    Durante la trasmissione abbiamo sottolineato come Web 2.0 possa voglia dire tutto e niente al tempo stesso: è un’etichetta, tutto qua.
    Le cose che dici sono giuste e condivisibili. Certo, non condivido il metodo: pensi che qualcuno, all’infuori di noi poveri dipendenti da web (o ti fa piacere se dicessi “web addicted”?), abbia capito quello di cui hai scritto?
    Web semantico ti dice nulla? Folksonomia? E’ proprio quello il punto: stiamo cercando di rendere internet più “umano” parlando alla gente di quello che può ottenere dal web e dei pericoli che possono incontrarsi sul percorso senza usare il “tecnichese”.
    Mi spiace che tu non possa intervenire al BarCamp perchè le cose di cui parli sono, ahimè, i problemi che affronta oggi internet. Però spero che queste posizioni da geek estremista siano solo il frutto di uno sfogo momentaneo.

  6. Carlo Magni aka Luachan ha scritto:

    possa voler..ops

  7. web1.0 ha scritto:

    Da quando in qua argomentare è sinonimo di estremismo? EH Eh Eh.

    Ti faccio notare che la parola “web duepuntozzero” è sicuramente tecnico come lo è la definizione delle “reti neurali” o come l’implementazione tramite incapsulamento di una classe “singleton” del relativo “design pattern”. Io almeno non vedo differenze agli occhi della Sig.ra Maria.

    Nessuno sfogo, nessun estremismo. Solo un contributo, seppure a distanza di chi segue questo mondo da più di vent’anni. Tutto qua.

    Il mio pensiero è solo una opinione, più o meno giusta riguardo un mondo che quantomeno mi sembra di conoscere.

    Sapessi come sono dispiaciuto di non poterci essere il 12 !!! :(